domenica 26 aprile 2020

Ascanio

Ascanio Ascani di Torresecca uscì dal negozio stringendo i manici dei tre sacchetti che contenevano i regali per Aurora, Ginevra e Florence: tre vasi Micheluzzi eguali nella forma e nelle dimensioni, diversi nei colori del vetro. I regali sarebbero stati aperti nel medesimo luogo e nello stesso momento e gli era parso preferibile che non fossero identici, anche se la decisione non era stata priva di esitazioni e ancora si chiedeva se fosse stata la scelta giusta.

lunedì 6 aprile 2020

Aurora

Aurora Ascani di Torresecca guardò Daisy saltare ancora una volta il fosso che, a sinistra, separava la capezzagna dall’appezzamento in cui il grano risplendeva, umido di rugiada, nel sole che ormai aveva dissolto la nebbia. Astro, invece, camminava stanco verso di lei tra le file di barbabietole spuntate da pochi giorni, la lingua protesa fuori dalla bocca, sfiatato dall’inutile tentativo di raggiungere una lepre.



venerdì 8 novembre 2019

Ascanio


Ascanio Ascani di Torresecca camminava piano, sotto il portico di una strada stretta, a ridosso del centro di B. Benché fosse arrivato l’autunno, muovendosi nelle ore centrali della giornata, cercava nell’ombra riparo dal sole ancora caldo.


domenica 13 gennaio 2019

Ginevra


Ginevra Ascani di Torresecca osservò Gilberto muoversi lentamente nel giardino che circondava la casa di Aurora. Accanto a lei, anche Florence e Ascanio osservavano il faticoso procedere del fratello e zio, la cui presenza in Italia ancora tutti consideravano incredibile più che sorprendente.

giovedì 23 agosto 2018

Ascanio


Ascanio Ascani di Torresecca si asciugava osservando il proprio corpo nudo riflesso nello specchio. Anche lui faticava a scorgere la cicatrice dell’ernioplastica inguinale destra cui si era sottoposto diversi mesi prima. In superficie il luminare aveva fatto un ottimo lavoro. Sotto la pelle, però, le cose non andavano affatto bene.
Non era, tuttavia, il peggiore dei suoi guai.

lunedì 25 giugno 2018

Aurora


Aurora Ascani di Torresecca passò dall’incubo alla veglia di soprassalto. Le dita tremanti cercarono l’interruttore della luce sul comodino e l’accesero mentre si metteva seduta sul letto, respingendo dolcemente con i piedi i cani che le si erano immediatamente avvicinati, muovendo le code in modo che svelava quanto apprezzassero l’inattesa opportunità di manifestarle affetto in piena notte.
Il respiro e il battito del cuore erano ancora frenetici. Non riusciva a liberarsi del ricordo riapparso nel sogno. Si scoprì ad allungare la mano destra alla ricerca di un pacchetto di sigarette, come se fosse tornata indietro nel tempo, a quando aveva trascorso notti assai peggiori di quella.

mercoledì 6 giugno 2018

Ascanio


Ascanio Ascani di Torresecca si avvicinò maggiormente ad Aurora e le cinse le spalle con il braccio destro senza dir nulla. Immobili con i volti accostati alle vetrate osservavano il vento rabbioso che piegava le piante di granoturco e faceva turbinare la pioggia e la grandine nella luce che il temporale arrivato improvviso aveva attenuato e tinto di colori malati.

domenica 6 maggio 2018

Gilberto

Gilberto Ascani di Torresecca riaprì gli occhi dopo un lungo momento di torpore. Trascorsi alcuni istanti, prese tra le mani l’iPad. Nel riattivarlo si scoprì a sorridere e a scuotere la testa, ancora sconcertato dalla confidenza ottenuta in poco tempo con il dono degli abitanti del villaggio.

domenica 11 marzo 2018

Florence


Florence Ascani di Torresecca si fermò a osservare il vapore che saliva dal fianco meridionale dell’argine sul quale lei e Aurora camminavano in compagnia dei cani liberi dal guinzaglio. Il sole si faceva strada nella nebbia e scaldava il terreno, dissolvendo pian piano la brina depositatasi durante la notte di febbraio.

domenica 12 novembre 2017

Ascanio

Ascanio Ascani di Torresecca fermò l’auto pochi metri oltre il cancello e attese che si chiudesse osservando i cani illuminati dagli otto potenti fari posizionati in coppie sugli angoli della casa di Aurora, appena sotto il tetto. Con sollievo e senso di colpa insieme vide che non si muovevano: immobili, a pochi metri dal limite della recinzione, fissavano con tristezza la famigliare giapponese, consapevoli che l’occupante li avrebbe lasciati soli. Ignari della misura dl tempo, Pezza, Daisy e Astro lo guardavano allontanarsi persuasi di essere privati per sempre anche della compagnia di Ascanio, la cui presenza aveva solo attenuato il dolore per l’assenza di Aurora.