Aurora Ascani di Torresecca aprì gli occhi nel buio della sua stanza, risvegliata dalla tosse che da alcuni giorni affliggeva Pezza. Prima di allungare la mano verso l’interruttore della lampada, guardò il quadrante della sveglia. Mancavano più di venti minuti alle sei del mattino. Accese la luce e allontanò lentamente le lenzuola, osservando i cani che si alzavano in piedi e, come ogni mattina, si avvicinavano al letto per celebrare il suo risveglio, ansiosi di riprendere la loro vita accanto a lei e di mostrarle quanto ciò li rendeva felici.
domenica 24 settembre 2017
mercoledì 30 agosto 2017
Florence
Florence Ascani di Torresecca distolse lo sguardo dalla zia e tornò a fissare le innumerevoli piccole farfalle di un colore tra il grigio e il marrone che coprivano quasi completamente la grande vetrata dello studio di Aurora. Si accentravano soprattutto nella parte alta della finestra, dove la luce delle due lampade gemelle a pavimento doveva apparire loro più intensa perché riflessa dal soffitto.
sabato 3 giugno 2017
Aurora
Aurora Ascani di Torresecca, ai piedi dell’argine, osservava la rossa mietitrebbia che avanzava lentamente nel campo di frumento, avvolta dalla nuvola di polvere che sollevava procedendo sotto il sole di mezzogiorno.
domenica 8 gennaio 2017
Florence
Florence Ascani di Torresecca si alzò per sparecchiare il piccolo tavolo. Gilberto la indusse a fermarsi alzando appena la mano destra. Servendosi delle dita, con lenti movimenti meticolosi, raccolse le briciole di panettone rimaste sul proprio piatto e le portò alla bocca con gusto.
martedì 8 novembre 2016
Non un racconto, ma una breve storia del blog
Oggi ho fatto la sauna nel circolo sportivo padovano di cui sono socio. Il clima, in realtà, non è ancora quello rigido che rende assai più gratificante la replica in pianura padana del rito finlandese, tuttavia un po’ di pigrizia mi ha spinto a tenermi lontano dalla palestra e a rinchiudermi nella grande scatola di legno, non diversamente da quanto accaduto quasi un anno fa, il giorno in cui ha avuto origine la serie dei racconti i cui protagonisti sono i membri della famiglia Ascani di Torresecca.
martedì 1 novembre 2016
Aurora
Aurora Ascani di Torresecca sollevò per la seconda volta lo sguardo dal libro e seguì il flusso di luce più intensa che illuminava il pavimento davanti alla scrivania: la nebbia sembrava finalmente diradarsi.
Quando si trovò a fissare l’arco del portico oltre le vetrate, si rese conto, però, che la coltre si era già richiusa e che il sole era di nuovo solo una macchia appena più chiara nella massa lattea distesa sulla campagna. Guardò l’orologio e scrollò appena la testa con rassegnazione. Erano passate da poco le undici e, ormai, era inutile aspettarsi che il sole l’avesse vinta.
domenica 16 ottobre 2016
Gilberto
Gilberto Ascani di Torresecca aprì gli occhi lentamente, cercando di
mettere ordine nei suoni che lo avevano risvegliato. Riconobbe la voce
di Juanita e intuì a chi erano rivolti i rimproveri ripetuti con un tono
appena più alto di quello abituale e sempre con una nota di dolcezza.
domenica 4 settembre 2016
Aurora
Aurora Ascani di Torresecca aprì una dopo l’altra le tre diverse scatolette di cibo per cani. Aiutandosi con un cucchiaio ne fece scendere il contenuto nelle ciotole di metallo di misure differenti; dopo aver aggiunto un po’ d’acqua in tutte, sbriciolò una pastiglia per il fegato nel cibo destinato a Pezza e una per le articolazioni in quello di Astro. Aggiunse infine le crocchette, già pesate in precedenza, quindi dispose i tre recipienti accanto a quelli dell’acqua sull’ampia stuoia di plastica che copriva il pavimento nell’angolo della cucina riservato ai cani.
Florence
Florence Ascani di Torresecca approfittò volentieri della voglia di giocare di Pezza, che sembrava non stancarsi mai di correre attorno alle sue gambe e di saltare cercando di avvicinare il muso macchiato di bianco al suo volto per leccarlo.
Aurora
Aurora Ascani di Torresecca sospinse lentamente la sghemba porta di legno percorsa da lunghe fessure tra le assi male accostate. Prima di entrare si girò per controllare che i cani, legati a un paletto a pochi passi dalla baracca di Gilberto, fossero tranquilli. Vederli tutti e tre distesi a terra, visibilmente stanchi per la salita e per il caldo afoso, la rassicurò e la indusse a muovere due passi all’interno della modesta dimora del fratello.
Iscriviti a:
Post (Atom)